Assaggi di primavera al Castello di Felino

Le note della Traviata suonate dalla fisarmonica di Andrea Coruzzi, i lunghissimi salami di Felino da tagliare “a becco di flauto” e i vini delle Cantine Ceci per un brindisi in perfetto stile verdiano. La Festa di Primavera per i 25 anni dei PIU Hotels ha inondato di sapori e melodie il Castello di Felino, sulle colline di Parma.

Salame di Felino

Il Salame di Felino

La serata marzolina ha sorriso agli ospiti che hanno potuto apprezzare i vari momenti musicali proposti dalla Società dei Concerti di Parma. Hanno suonato per noi i Django’s Fingers, il duo Claudio Tuma e Alessia Galeotti e il Trio Solisti dell’Opera Italiana, in un contesto dalle tinte rosa (o rosé come il vino?), tra le atmosfere che ricordano gli antichi fasti del Castello.

Anche le violette, i volatili e i frammenti vegetali tracciati da Silvia Molinari nella mostra “Primo vere“, hanno allietato l’ambiente con immagini primaverili.

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Se non ci sei, mi sento persico

Delicato e ben digeribile, il persico è un pesce d’acqua dolce molto diffuso e normalmente poco costoso. Oggi vi propongo una ricetta facile e veloce per cucinarlo con funghi e zafferano.

Filetti di persico allo  zafferano e funghi

Filetti di persico allo zafferano e funghi

Ingredienti:

Filetti di pesce persico

Latte

Olio evo

Funghi freschi o surgelati

Erbe aromatiche (timo, aneto, rosmarino, erba cipollina)

Zafferano

1 spicchio d’aglio

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Sgabei. Vietato sedersi

Oggi vi porto in Lunigiana (tra Liguria e Toscana), con una ricetta che spopola anche sul nostro Appennino Parmense: gli Sgabei. Si tratta di pasta per il pane lievitata, tagliata a strisce sottili e fritta, che si sposa magnificamente con tutti i tipi di salumi e formaggi.

Sgabei, una ricetta della Lunigiana

Sgabei da accompagnare a salumi e formaggi

La ricetta è di mio zio Raimondo, che normalmente li prepara per tutta la famiglia. Continua a leggere

Assaggiare la Liguria: La Francesca Resort

Un nome millenario di donna, forse legato alla via Francigena (o Francesca, o Romea) e una donna, Gloria Bortolotti De Poli, ideatrice di uno spazio turistico ecosostenibile unico al mondo. La Francesca Resort, tra Levanto e Bonassola (SP), è un luogo a sé, lontano dal rumore e dall’inquinamento luminoso, tanto che in una sera di marzo ci si ritrova con il naso all’insù come se fosse il 10 agosto. Arrivare qui è come approdare su un’isola ancorata alla terraferma. Un’isola perché non si perde mai il contatto visivo con il mare.

Panorama da La Francesca Resort

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Destinazione Bonassola

Sto facendo la valigia. Bella sensazione, mi mancava! Domani sarò a Bonassola (SP) per esplorare La Francesca Resort e i suoi dintorni durante il primo travel blogtour tutto al femminile. Si preannunciano due giornate di immersione nei profumi di Liguria, nelle poetiche Cinque Terre, accompagnate da chi il territorio lo vive e lo ama da sempre.

Il programma combinerà momenti di conoscenza, dialogo e svago: arriveremo domani pomeriggio (6 marzo, ndr) e per la sera alle 21.00 è prevista la presentazione del libro del camminatore e vignaiolo Luciano Bonati dal titolo “Guida ai sentieri delle Cinque Terre”. Sabato 7 si va invece a scoprire in libertà questo tratto di costa ligure cantato dai poeti e raffigurato dai pittori per poi incontrare, in serata, Piera Gandolfi, Assessore al Turismo del Comune di Bonassola. Domenica 8 marzo, Festa della Donna, l’appuntamento è con una delle specialità del posto: il Pesto al Mortaio del Laboratorio Luigina. Già sento l’aroma di aglio, basilico, pinoli e olio extravergine. E non posso che condividere la sensazione di Letizia, blogger di MangiaViaggiaAma

 

Racconterò il mio viaggio su Twitter e Instagram con gli hashtag #lafrancescaresort e #meetLFR

5 buoni motivi per mangiare a buffet

Che si tratti di un matrimonio, di un pranzo di lavoro o di una cena tra amici, il buffet è una soluzione vincente per accontentare i commensali (e se stessi). E per chi come me ama gli assaggi, è il top!
Ecco 5 buoni motivi per sceglierlo:

1) Libertà: si può mangiare tanto o poco. Si può partire dal dolce anziché dall’antipasto. Si può addirittura mangiare solo dolci. Non c’è nessuno che detta i ritmi e i tempi del pasto. L’ideale è, naturalmente, avere dei piani di appoggio o tavolini per poi gustare il tutto senza stress.

2) Varietà: rispetto agli schemi del menù fisso o del menù alla carta, il buffet permette di assaggiare di tutto un po’ senza il rischio di ordinare un piatto che poi non piace. L’assortimento soddisfa anche chi ha esigenze alimentari particolari. Paleolitici, vegetariani, vegani e onnivori troveranno pane (o carne) per i loro denti

Verdure per pinzimonio

Trionfo di pomodorini e sedano

3) Abbondanza: ogni banchetto è per definizione ricco, colmo di pietanze che appagano l’occhio prima ancora che lo stomaco. Finger food, riso, pasta, pizza o arrosti: qualsiasi preparazione gastronomica si adatta al buffet

Torta salata con carciofi e porri

Tortino di carciofi e porri

4) Tema: si può scegliere un colore dominante, un ingrediente principe, un tipo di cucina etnica o tipica di un Paese del mondo. Ci si può insomma sbizzarrire con il leitmotiv che si preferisce

Parmigiano Reggiano da gustare a scaglie

Mezza forma di Parmigiano Reggiano

5) Risparmio: che sia un happy hour, un pranzo o una cena, di solito la cifra forfettaria include cibo e bevande, con un notevole vantaggio in termini economici. All you can eat!

Fotografie di Ugo B