5 buoni motivi per mangiare a buffet

Che si tratti di un matrimonio, di un pranzo di lavoro o di una cena tra amici, il buffet è una soluzione vincente per accontentare i commensali (e se stessi). E per chi come me ama gli assaggi, è il top!
Ecco 5 buoni motivi per sceglierlo:

1) Libertà: si può mangiare tanto o poco. Si può partire dal dolce anziché dall’antipasto. Si può addirittura mangiare solo dolci. Non c’è nessuno che detta i ritmi e i tempi del pasto. L’ideale è, naturalmente, avere dei piani di appoggio o tavolini per poi gustare il tutto senza stress.

2) Varietà: rispetto agli schemi del menù fisso o del menù alla carta, il buffet permette di assaggiare di tutto un po’ senza il rischio di ordinare un piatto che poi non piace. L’assortimento soddisfa anche chi ha esigenze alimentari particolari. Paleolitici, vegetariani, vegani e onnivori troveranno pane (o carne) per i loro denti

Verdure per pinzimonio

Trionfo di pomodorini e sedano

3) Abbondanza: ogni banchetto è per definizione ricco, colmo di pietanze che appagano l’occhio prima ancora che lo stomaco. Finger food, riso, pasta, pizza o arrosti: qualsiasi preparazione gastronomica si adatta al buffet

Torta salata con carciofi e porri

Tortino di carciofi e porri

4) Tema: si può scegliere un colore dominante, un ingrediente principe, un tipo di cucina etnica o tipica di un Paese del mondo. Ci si può insomma sbizzarrire con il leitmotiv che si preferisce

Parmigiano Reggiano da gustare a scaglie

Mezza forma di Parmigiano Reggiano

5) Risparmio: che sia un happy hour, un pranzo o una cena, di solito la cifra forfettaria include cibo e bevande, con un notevole vantaggio in termini economici. All you can eat!

Fotografie di Ugo B

Ho un diavolo per cappelletto

Chiamateli cappelletti, chiamateli anolini, ma non chiamateli tortellini! Noi a Parma con la pasta fresca ci sappiamo fare. E quella dei “galleggianti” è una tradizione soprattutto famigliare, un piacere da condividere con le mani sporche di farina sui taglieri prima ancora che con le gambe sotto il tavolo per mangiarli in compagnia.

Cappelletti

Le varianti sono infinite, ogni cucina e ogni famiglia ha la propria, così come ha il proprio modo di fare il brodo in cui vengono tuffati.

https://twitter.com/cittadarte/status/568073684906332160

Per prepararli io e mia mamma oggi abbiamo usato la farina Barilla, che è sempre una garanzia. Ne abbiamo fatti 1500!!!

Cappelletti con farina Barilla

 

Natale, Pasqua e Ferragosto (ebbene sì) sono le occasioni migliori per gustarli. Ma anche un giorno come questo si presta per scaldarsi il cuore con un un buon brodo bollente.

Assaggi di anni ’80

Chi, come me, è nato negli anni ’80 avrà visto film come “Flashdance” in tenera età e non potrà dimenticare i riccioli di Jennifer Beals mentre ballava sulle note di “What a feeling” e “Maniac”. E poco importa se, in realtà, l’attrice non abbia ballato un solo minuto del film. L’energia che sprigiona da ogni punta di capello in movimento è ancora oggi contagiosa per chi riguarda la pellicola datata 1983.

Proprio quel movimento, dinamismo e vivacità li ho sempre cercati nei miei capelli, mossi di natura. Così, ingaggiata come Hair Model per la Farmaca International (azienda di prodotti per acconciatori), ho scelto un taglio e un colore che mi riportassero a quegli anni felici, magistralmente realizzato dagli stilisti di Artestile Academy (Roma). Il modello di questo look riproposto e rivisitato si chiama “Volcan”. Che ne dite?

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Per chi avesse nostalgia e voglia di rivivere miti e ricordi di trent’anni fa, c’è il sito www.anni80.info

Patapizza

Sembra una pizza, ma è fatta di patate. E’ uno di quei piatti che si prestano ad accogliere ospiti a cena. Semplice e gustosa, piace anche ai bambini.

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Questa ricetta è nata dopo aver letto un libro di cucina che è una vera enciclopedia del tubero più amato che ci sia, in tutte le sue declinazioni: il Grande Libro della Patata. Ecco qui la copertina del volume:

Ingredienti e procedimento li potete leggere su Desideri magazine.

Per qualche nozione in più sulla storia della patata, c’è un articolo di Rai Expo 2015 che ne narra l’uso e il costume dal ‘500 ad oggi.

Assaggiare per credere: cosa e perché?

Adoro il verbo “assaggiare” perché si presta a descrivere svariate azioni, non solo in campo culinario. Ma prima di addentrarmi in quello che è per me l'”assaggio”, vi invito a leggere la definizione del vocabolario Treccani. Si parla infatti di “provare, fare esperienza di qualche cosa”. E si cita il grande Dante: “Rimirando intorno come colui che nove cose assaggia”.

Non si può forse assaggiare un luogo da visitare? O un libro da leggere? O ancora, un profumo da regalare? 
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Caserecce con vongole e altri frutti

Ingredienti:
1 kg. vongole
aglio
prezzemolo
sale
peperoncino
pomodoro
frutti di mare a scelta (gamberetti, totani, etc.)

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